L’ESSERE NON SI PUÒ NEGARE (Giovanni Romano Bacchin)
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Dell’essere si sa solo questo: che non lo si può negare.
La filosofia (metafisica) è la consapevolezza di questa innegabilità, consapevolezza che non deriva dall’aver constatato che le negazioni (varie) dell’essere sono contraddittorie, ma che è consapevolezza nel ridurre a contraddizione le negazioni (fittizie) dell’essere.
La contraddizione, infatti, non «è»: non consapevolezza della contraddizione, ma negazione contraddittoria e consapevolezza della «fittizietà» della negazione contraddittoria.
Non è possibile, dunque, «possedere» l’essere: non è possibile cioè sapere qualcosa dell’essere (si sa solo questo e questo è consapevolezza del non sapere, del non possedere).
La filosofia, ponendosi al limite, non può dire nulla che non sia questo nulla del «dire» che è la negatività in cui essa «è».
Non si sa senza negare, questo significa che l’essere (il vero) non lo si possiede: se si abbisogna di negare il non-essere per dire l’essere, ciò significa che non l’essere si nega, ma la nostra pretesa di dirlo.
[G. R. Bacchin, Su l’autentico nel filosofare, 1963, pp. 21-22]
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