GIOCO D’AZZARDO
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Certe volte mi immagino Dio che dice a Lucifero: «Senti, io mi sto annoiando da morire, ma non posso morire, perché da sempre sono creduto immortale, quindi ti propongo di giocare con me a un gioco che m’è venuto in mente adesso, il primo che m’è venuto in mente: visto che tu sei creduto il Male ed io sono creduto il Bene, facciamo così: io creo un po’ di esseri, che chiameremo umani, e li metto su una specie di tavolo da gioco a forma di globo, che chiameremo terra, così, tanto per dargli un nome; poi facciamo che io cercherò di salvarne il maggior numero possibile e tu farai di tutto per impedirmelo: vediamo chi vince».
Mi immagino che Lucifero stia al gioco e che i due comincino a giocare dicendosi: vinca il migliore! Da qui nacquero tutti i giochi d’azzardo… L’uomo è dunque creato, poi si fa in modo che commetta il peccato originale affinché possa cadere sul tavolo da gioco a forma di globo e finalmente si inizia.
Senonché, a un certo punto, Lucifero chiede a Dio: «Senti, scusa, un’informazione: mi hai detto che tu cercherai di salvarne più che potrai… ma, salvarli da cosa? Da cosa, salvarli? Scusa se te lo chiedo, sai, ma sennò non capisco a che gioco giochiamo». «Come, da cosa salvarli? Ma dalla seconda morte! – rispose Dio – Io cercherò di salvarli dalla morte eterna nella quale tu cercherai di infognarli». «E cos’è, questa “morte”?». «La tua vittoria – disse Dio –; tutti gli umani che riuscirai a sottrarmi aumenteranno il tuo punteggio e quindi la tua vincita: ogni essere umano un punto in più per te, se riuscirai a dannarlo, e uno in più per me, se riuscirò a salvarlo». «Okay», disse Lucifero, e la vita umana ebbe inizio.
Questo OK fu inteso da qualcuno come Όλα Καλά (tutto bene) e da qualcun altro come «0 killed» (nessun morto), ma questa è un’altra storia…
Ad onor del vero, se proprio vogliamo essere precisi, sembra che Lucifero, prima di cominciare, chiese ancora a Dio quando sarebbe finito, quel gioco, e pare che Dio avesse risposto che quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre; e, siccome Lucifero era un angelo, pensò bene di non insistere, confidando nel proverbio: ogni bel gioco dura poco, pur senza dimenticare che davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo.
Cominciarono dunque a giocare. Tutti sappiamo che il gioco è ancora in corso, per cui non si sa ancora chi dei due vincerà; qualcuno cerca di scoprirlo leggendo i sacri testi, ma io consiglio sempre di tenere presente il Catechismo della Chiesa Cattolica, laddove, a 1035, si dice che «La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità…».
Se alla fine del gioco ci sarà l’Inferno, vuol dire che la vittoria di Dio non sarà stata completa; non chiedetemi cosa sia una vittoria incompleta, perché non lo so. Se Dio è perfetto, uno da Lui si aspetterebbe una vittoria perfetta, e invece… Boh! Qualcuno dice che una cosa è sicura: finito il gioco, Dio non accetterà più scommesse, e chi s’è visto s’è visto.

P.S.
Si dice che più di una volta, impietosito da questo gioco crudele, Lucifero abbia detto a Dio: «Cazzo! ma che razza di divertimento è, giocare con la vita di ‘sti poveri cristi? Meno male che sarei io, il cattivo». Ma Dio: «Gioca, e sta’ zitto!», pare dicesse stizzito al suo avversario; così lui stava al gioco, e non osava controbattere, anche perché, in fondo, quel Signore era il creatore anche suo, oltre che di quei poveri cristi…
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