KARL JASPERS – LA DECISIONE MORALE VIENE CORROTTA DAL VOLERE?
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Quando ancora crediamo che l’essenziale dell’agire sia un elemento di cui parlare, da capire e giustificare, quando mostriamo di esprimere e di fare la cosa più ferma e lucida, qualcosa in noi stessi non è partecipe, si tiene in riserva, e poiché, al fondo, tale riserva dissimula una qualche volontà di felicità, una paura di vivere o un qualsiasi egoistico appetito a esistere, a valere e potere, proprio questo rovescia la nostra decisione morale in un’attitudine sofistica e radicalmente cattiva. È allora che il pensiero di Kant agisce come un pungolo che non dà tregua finché il fondo più intimo, per il quale io voglio e che non posso volere, non sia risvegliato, e finché, con ciò, non sia revocata l’universale inversione dei moventi nella decisione in base a cui non pensiamo più a qualcosa di determinato, ma siamo autenticamente noi stessi.
[K. Jaspers, Il male radicale in Kant]
Nella traduzione di Roberto Celada Ballanti, Morcelliana
@ILLUS. by PATRICIA MCBEAL, 2020





