LA REALTÀ VIRTUALE DEL MOSTRO di S. Vaccaro
Un ospite ha accompagnato l’uomo durante il suo lungo cammino, fin dalla notte dei tempi; compagno di viaggio inquietante e misterioso, perturbante e ineliminabile: il mostro. Entità oscura, nell’ombra, nella penombra, il mostro è; il mostro c’è. Ma dove incontrarlo? E che cosa è poi ciò che si è incontrato? Compito dell’indagine topologica sarà quello di fornire in primo luogo una serie di territori di manifestazione del mostro e, secondariamente, una sua caratterizzazione ontologica. Il mostro comparirà primieramente come fenomeno letterario, creatura nell’universo della letteratura, realtà immaginifica che popola le fantasie di scrittori e lettori. L’analisi del romanzo L’isola del dottor Moreau di H. G. Wells presenterà una possibile concettualità volta a illustrare un primo approccio al fenomeno del mostruoso.
Sarà riportato, susseguentemente, alla realtà sociale, quotidiana, cittadina; il mostro sarà soggetto di quel fenomeno definibile come mostrificazione culturale, come costruzione tutta interna alla società; acquisisce così una realtà convenzionale, figlia delle proiezioni delle paure e dei desideri delle società. Il mostro sarebbe, così, un costrutto formulato non solo per rendere ragione dello sconosciuto ma come fenomeno culturale principale, costituente la natura stessa della civiltà umana; sostrato delle riflessioni sono le sette tesi elaborate da J. J. Cohen.
Come che sia, il mostruoso si è presentato anche come malformazione in ambito strettamente biologico, di cui la società non riesce, in parte, a renderne ragione. Rientrerà, allora, nel campo degli studi biologici e si fonderà una scienza, la teratologia, che possa reinserirlo all’interno di una razionalità condivisa. Il mostro diventa anomalia. Ci si soffermerà sulle teorie di Etienne Geoffroy Saint-Hilaire e se ne segnaleranno i limiti grazie alla lettura filosoficamente pregna di Bertrand Nouailles. La domanda allora sarà: e se fosse, invece, erranza? Se fosse non una ricombinazione errata degli elementi in organismi anomali, ma l’espressione dell’erranza della vita nel suo fluire senza sosta? Se fosse semplicemente devianza?
Ma qui sorge l’inversione: non sarà più un concetto di mostro a prevalere, ma il mostro stesso si presenterà come concetto, come metonimica incarnazione della vitalità della vita. E allora che fine fa il mostro? Quale realtà? Oltre il realismo immaginifico della letteratura, ben al di là del realismo costutivista proprio del convenzionalismo sociale e irriducibile ad ogni forma di realismo biologico, quale realtà incarna? Il mostro è puro effetto superficiale, è Evento, si situa al limite: la sua realtà presente non è mai attuale perché sempre in divenire. È concreto, ma non attuale, ideale, in quanto concetto, ma non astratto, perché effettivamente reale: il mostrò è il virtuale.
di Simone Vaccaro
La realtà virtuale del mostro, in L’oscuro compagno. Il mostro dalla mitologia ai pokémon, pp. 75-120. Per la sinossi del volume, clicca qui. Per gli abstract, clicca qui.
@ILLUS. by FRANCENSTEIN, 2019
L’OSCURO COMPAGNO
@ILLUS. by CATALINA LUNGU, 2019




