ROBERTO CINGOLANI – VI È DIFFERENZA ONTOLOGICA?
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Possiamo concludere che difficilmente i robot potranno essere autonomi e avere capacità intellettive anche solo lontanamente comparabili a quelle di un umano. Inoltre, vista la natura algoritmica della loro intelligenza, dato un set di dati e un set di condizioni al contorno, tutti i robot raggiungeranno sempre la medesima conclusione come conseguenza della soluzione dello stesso algoritmo. Questo non succederà mai con gli umani che, nella stessa situazione e con le stesse condizioni, sono capaci di decidere differentemente in base allo stato d’animo, alle precedenti esperienze e persino al diverso livello di coinvolgimento e di empatia relativo a quella precisa situazione. Insomma, noi umani siamo tutti indipendenti, pensanti autonomamente e imprevedibili. La nostra irrazionalità e imprevedibilità ci rendono diversi ed eterogenei
[R. Cingolani, L’altra specie]
Conversazione con Caterina Visco, edito il Mulino.
@ILLUS. by FRANCENSTEIN, 2021






Lo stato d’animo, (il ricordo del)le precedenti esperienze e l’empatia (qualunque cosa s’intenda) sono componenti, presenti, della decisione dell’intelletto. L’imprevedibilità (o impredicibilità?) di qualcosa non garantisce la sua reale stocasticità.
Sul titolo: se “differenza ontologica” è differenza percettuale, questa non vi è; se è differenza concettuale, essendo che intende considerare eteromeri, totalmente disgiunti, A e B, questi non potranno esserlo nel caso in cui si ritenga la relazione data dal confronto di A e B come proprietà di entrambi. A e B sono realmente separati solo se imparagonabili, mentre sono nominalmente distinti quando imparagonati.