SUL FIENILE
Sul fienile è un’opera realizzata nel 1893 da Giuseppe Pellizza. Olio su tela di grandi dimensioni (133×243,5), il dipinto è un esempio iconico e quasi manualistico di divisionismo, fenomeno artistico italiano caratterizzato dalla tecnica della separazione dei colori e per questo affine al puntinismo francese. Una tecnica che restituisce un effetto ottico complessivo e totale, oltremodo materico, e che nelle opere di Pellizza raggiunge effetti stilistici luminescenti e caleidoscopici.
Nato nella cittadina piemontese di Volpedo, dove morì suicida nel 1907, Giuseppe Pellizza descrive così la propria intenzione artistica: «Non è la verità che io debbo rappresentare nel quadro bensì la verità ideale». In questo senso Sul fienile assolve coerentemente la missione dell’artista, rappresentando una scena di vita quotidiana e elevandola, nella rispettiva architettura simbolica, a verità ideale: una verità che assurge a simbolo e monito, diventando nel contempo melanconica nostalgia e luminosa promessa di avvenire.
Il tempo è quello antico e rurale. Il fienile in ombra di una cascina umile è invero un baldacchino regale degno di un principe contadino: qui infatti si celebrano gli ultimi respiri di un vecchio lavoratore della campagna, dimesso e stanco, poco prima di morire. Accanto a lui, quella che assomiglia a una giovane donna, forse una figlia, sorregge il cuscino sul quale la fronte traslucida del vecchio è lambita da un taglio di sole. Ella lo accudisce, indifferente al giorno solatio, mentre «l’anziano e povero lavoratore ambulante, accolto nel fienile da uno spirito cristiano, appare il motore immobile della scena, il centro dove tutto converge»1.
Una ieratica immobilità immortala il senso dell’istante, mentre il vecchio con la bocca semiaperta si prepara a ricevere, appena visibile, la Santa Eucarestia dalle mani del sacerdote, ultimo viatico benedetto in attesa della misericordia di Dio. Due puerili ministranti intanto attendono, uno di loro regge il cero acceso della liturgia e reclina appena il capo, curioso di quella vita che si spegne. Affisso a una trave verticale si scorge un crocifisso; in basso alcuni strumenti da lavoro, compagni di una vita; dai pioli della scala in legno alcuni fanciulli tentano di curiosare, magari per scoprire cosa significhi davvero morire, cosa accada in quel momento improcrastinabile.
Fuori dal fienile le case illuminate di un paese qualunque, probabilmente Volpedo, che nondimeno diventa archetipo. Il cielo è terso e gli alberi lussureggianti lasciano intendere un certo calore estivo nonostante gli accollati e pudichi abiti della donna e del vecchio possano indurre a credere il contrario. Un pudicizia educata che ingentilisce una scena, nel contempo, scarna e immensa, frugale proprio come la donna e il vecchio, creature afflitte e povere in spirito e perciò stesso molto più vicine a Dio. Perché non v’è traccia della grande storia, sul fienile; come non v’è traccia di quel fienile nella grande storia. L’uno esclude l’altra nella rispettiva narrazione, la morte del vecchio non racconta editti né battaglie, né trattati né concistori. È solo il momento universale di un epilogo qualsiasi, di un vecchio qualsiasi, di un paese qualsiasi.
La luce è rutilante, echeggia il silenzio che accompagna le ore afose di quello che potrebbe essere il primo pomeriggio di un giorno qualunque. L’impressione tangibile è che non sia il momento giusto per morire, fuori c’è ancora il sole, c’è ancora tanta vita da vivere. Pare che la morte arrivi in controtempo, al momento sbagliato, il cielo limpido non è quello adatto agli addii. Soltanto l’ombra del fienile sembra evocare il sipario che cala sulla storia di un uomo come tanti, che ha vissuto e sofferto come tutti.
La «verità ideale» che Pellizza traspone sulla tela è dunque la verità di ogni uomo, immagine di un tempo andato e semplice che nondimeno trasfigura e diventa espressione definitiva della comune condizione essenziale. E allora, davanti alla vita che fugge, ciascuno chini il capo e invochi la misericordia di Dio, imitando la «verità ideale» e assoluta di quel vecchio contadino sul fienile.
1 https://www.meer.com/it/59556-sul-fienile-lepos-umile-di-una-visione-universale.
Il dipinto è Pellizza da Volpedo, Sul fienile, 133×243,5, olio su tela, 1893, collezione privata.
IMMAGINE IN EVIDENZA, PELLIZZA DA VOLPEDO, SUL FIENILE





