DELLA SECONDA E ULTIMA TAPPA DI BOSSE-DE-NAGE IN SU LA VIA PER LA TERRA DI CUCCAGNA
E fu mattina. Lasciata alle spalle la Selva Caosmotica detta Foresta dei Senza Senno senza perdere il senno, Bosse-de-Nage, assai loquace cinocefalo babbuino che sapeva dire, tra le mille (e mila) parole che sapeva dire, solamente «’HA ‘HA», era quasi giunto a destinazione.
Era la classica mattinata di fine agosto che sembrava essere almeno di inizio settembre tanto sferzava la brezza tipica di aprile, quando, zaino in spalla e lancia in resta, Bosse-de-Nage raggiunse un piccolo borghetto, tanto grande da essere sufficientemente piccolo da contenere cose grandi di ogni genere. Campeggiava sull’accesso della porta principale la scritta: Benvenuti nel Borgo delle Cose Ritrovate.
Inoltratosi incuriosito all’interno del borghetto, vi ritrovò attività febbrili. Dal momento che è impossibile – e sconveniente per il lettore – riportare l’infinita varietà delle laboriose operazioni dei borghigiani, abbiamo ritenuto corretto riportare la lista che Bosse-de-Nage stesso riportò quando scriverà il suo Diario di Viaggio una volta ritornato dal viaggio:
- giovani garzoni che spingevano carriole caricate all’inverosimile di carriole caricate all’inverosimile di carriole;
- giovani galoppini che riempivano brocche d’acqua riempite di vino annacquato;
- giovani scudieri che riordinavano ferri di cavalli dal più grande al più piccolo;
- giovani stallieri che riordinavano ferri di cavallo dal più piccolo al più grande;
- giovani tirocinanti che tiravano carretti di libri antichi;
- giovani apprendisti che catalogavano i libri antichi consegnati loro dai giovani tirocinanti che tiravano carretti di libri antichi;
- giovani aiuto-cuoco che aiutavano i cuochi;
- jeunes garçons che servivano i piatti preparati dai giovani aiuto-cuoco che aiutavano i cuochi;
- tutti coloro che non compaiono in questo elenco…
Estasiato dalla vista di questo saggio di sprizzante forza di gioventù, si incamminò per la strada maestra, costeggiata a destra e sinistra da negozi di robivecchi e da sinistra a destra da robivecchi senza negozi. Entrò in una bottega la cui insegna lo aveva attratto quante altre mai e sulla cui vetrina campeggiava la scritta: Qui trovi tutto ciò che perderai. Il locale era veramente piccolo, con una scaffalatura perimetrale in legno rigorosamente ignifugo, un pavimento in cotto al dente e un bancone a forma di balcone con vasi e fiori assai profumati e colorati. L’ambiente tutto era pervaso da un intenso odore di non so che, che comunque piacque a Bosse-de-Nage, che era un gran intenditore di profumazioni per ambienti.
Si avvicinò al bancone a forma di balcone con vasi e fiori assai profumati e colorati quando dal retrobottega comparve il giovane robivecchi che mandava avanti la baracca. Bosse-de-Nage con la sua inconfondibile cortesia racchiusa all’interno di un chiarissimo «’HA ‘HA», chiese informazioni sul tipo di business del negozio al giovane robivecchi, il quale:
– Signore, qui può trovare tutto ciò che è andato perduto, nei tempi antichi e in quelli moderni. Questo è il Borgo delle Cose Ritrovate, tutto ciò che si smarrisce arriva – da ogni parte – qui!
Illuminato da questa risposta (che già presupponeva grazie alle sue sviluppatissime doti induttive), il cinocefalo babbuino si accorse di una scaffalatura, in legno pregiato e rigorosamente ignifugo, che si innalzava a pardita d’occhio, ben oltre il soffitto della bottega del giovane robivecchi.
– In questo scaffale si trovano le ampolle del senno perso da coloro che hanno provato ad attraversare la Selva Caosmotica detta la Foresta dei Senza Senno. Ma essendo questo il Borgo delle Cose Perdute, si possono trovare anche tutti i senni che verranno persi da coloro che proveranno ad attraversare la Selva Caosmotica detta la Foresta dei Senza Senno, nonché i senni di coloro che perderanno il senno per motivi che ora non sanno!
Una boccetta, però, colpì l’occhio attento e perscrutante di Bosse-de-Nage. Su di essa c’era una etichetta, come su tutte le altre boccette, ma su questa c’era un nome (come peraltro su tutte le etichette di tutte le altre boccette): “Bosse-de-Nage“. Rivolto al giovane robivecchi con un «’HA ‘HA» come a dire: “Che ci fa il mio nome qua sopra?”, ottenne questa risposta:
– Questo è il Borgo delle Cose Perdute e hai ritrovato il senno che assennatamente non hai ancora perso. Prendilo, è tuo; così quando lo perderei lo avrai già ritrovato!
Con un inchino riconoscente e con un «’HA ‘HA» di profonda commozione, l’assennato Bosse-de-Nage ringraziò il giovane robivecchi e riprese il cammino in su la via per la Terra di Cuccagna assai lieto di aver ritrovato il senno – ché quando lo perderà la avrà già ritrovato – non ancora perso.
@ILLUS. by FRANCENSTEIN, 2020






